Durante la lettura di un libro (L'eleganza del Riccio), c'è stato un paragrafo che mi ha colpito molto; l'autrice parla di un gioco da tavolo molto antico e molto giocato in Asia il "Go" e lo racconta così:
"...un gioco che ha come scopo la costruzione di un territorio è per forza un bel gioco. Ci possono essere delle fasi di combattimento, ma solo in funzione della meta finale, far vivere i propri territori. E' dimostrato che nel Go per vincere bisogna vivere, ma anche lasciare vivere l'avversario, e questo è uno degli aspetti più riusciti. Chi è troppo avido perde la partita: è un sottile gioco di equilibri in cui bisogna essere in vantaggio senza schiacciare l'altro. In fin dei conti, la vita e la morte non sono solo le conseguenze della solidità o meno di una costruzione. Lo dice uno dei personaggi di Taniguchi (ndr famoso autore di fumetti Manga giapponese): vivi, muori, sono solo conseguenze. E' una massima del Go e una massima di vita.
Vivere, morire: sono solo conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene. Allora, ecco, mi sono imposta un altro viincolo. Smetto di demolire e disfare e comincio a costruire..."
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