"Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile,
insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato.
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commentare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso.
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
E' nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare,
la bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica, non solo musica.
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona,
a volte condanna a volte perdona.
Semplicemente
Pensa, prima di sparare,
Pensa, prima di dire e di giudicare prova a pensare.
Pensa che puoi decidere tu,
resta un attimo soltanto, un attimo di più,
con la testa fra le mani.
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
ma consapevoli che le loro idee
sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole,
intatte e reali come piccoli miracoli.
Idee di uguaglianza, idee di educazione
contro ogni uomo che eserciti oppressione,
contro ogni suo simile contro chi è più debole
contro chi sotterra la coscienza nel cemento.
Pensa, prima di sparare,
Pensa, prima di dire e di giudicare prova a pensare.
Pensa che puoi decidere tu,
resta un attimo soltanto, un attimo di più,
con la testa fra le mani.
Ci sono stati uomini che hanno continuato
nonostante intorno fosse tutto bruciato.
Perché in fondo questa vita non ha significato
se hai paura di una bomba o di un fucile puntato.
Gli uomini passano e passa una canzone
ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
che la giustizia no... non è solo un'illusione.
Pensa, prima di sparare,
Pensa, prima di dire e di giudicare prova a pensare.
Pensa che puoi decidere tu,
resta un attimo soltanto, un attimo di più,
con la testa fra le mani.
Pensa."
domenica 23 gennaio 2011
giovedì 13 gennaio 2011
Il gioco perfetto
Durante la lettura di un libro (L'eleganza del Riccio), c'è stato un paragrafo che mi ha colpito molto; l'autrice parla di un gioco da tavolo molto antico e molto giocato in Asia il "Go" e lo racconta così:
"...un gioco che ha come scopo la costruzione di un territorio è per forza un bel gioco. Ci possono essere delle fasi di combattimento, ma solo in funzione della meta finale, far vivere i propri territori. E' dimostrato che nel Go per vincere bisogna vivere, ma anche lasciare vivere l'avversario, e questo è uno degli aspetti più riusciti. Chi è troppo avido perde la partita: è un sottile gioco di equilibri in cui bisogna essere in vantaggio senza schiacciare l'altro. In fin dei conti, la vita e la morte non sono solo le conseguenze della solidità o meno di una costruzione. Lo dice uno dei personaggi di Taniguchi (ndr famoso autore di fumetti Manga giapponese): vivi, muori, sono solo conseguenze. E' una massima del Go e una massima di vita.
Vivere, morire: sono solo conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene. Allora, ecco, mi sono imposta un altro viincolo. Smetto di demolire e disfare e comincio a costruire..."
"...un gioco che ha come scopo la costruzione di un territorio è per forza un bel gioco. Ci possono essere delle fasi di combattimento, ma solo in funzione della meta finale, far vivere i propri territori. E' dimostrato che nel Go per vincere bisogna vivere, ma anche lasciare vivere l'avversario, e questo è uno degli aspetti più riusciti. Chi è troppo avido perde la partita: è un sottile gioco di equilibri in cui bisogna essere in vantaggio senza schiacciare l'altro. In fin dei conti, la vita e la morte non sono solo le conseguenze della solidità o meno di una costruzione. Lo dice uno dei personaggi di Taniguchi (ndr famoso autore di fumetti Manga giapponese): vivi, muori, sono solo conseguenze. E' una massima del Go e una massima di vita.
Vivere, morire: sono solo conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene. Allora, ecco, mi sono imposta un altro viincolo. Smetto di demolire e disfare e comincio a costruire..."
giovedì 6 gennaio 2011
La costruzione di un opera completa
...tratto dal discorso del Presidente Barack Obama durante un discorso inaugurale alla Arizona State University (13 maggio 2009)...
...seriamente non sono venuto qui per confutare l'accusa di non avere ottenuto molti risultati nella mia vita...sono venuto per accogliere l'idea di non avere ancora fatto abbastanza nella vita.
Sono venuto per affermare che il titolo di una persona, persino un titolo come "Presidente degli Stati Uniti" dice molto poco su come quella persona ha condotto la propria vita...che a prescindere da quanto ha imparato, da quanti successi ha avuto, c'è sempre altro da fare, altro da imparare e altro da aggiungere...
Obama ha poi aggiunto agli studenti che, anche a laurea ottenuta, la loro "Opera Completa" era ancora lontana e di non cullarsi nell'autocompiacimento per il luccichio dei risultati raggiunti.
Ecco in cosa consiste la costruzione di un opera completa: lavoro quotidiano, singole azioni e scelte grandi e piccole di ogni giorno per una vita intera, fino alla creazione di un lascito duraturo.
Non consiste nel compiacimento per l'ultimo risultato raggiunto, l'ultima medaglia d'oro, perchè l'unica cosa che so è che l'opera non è mai finita...è cumulativa, si approfondisce e si espande ogni giorno in cui avete dato del vostro meglio, ogni giorno in cui avete restituito qualcosa alla comunità e alla vostra nazione, contribuendo alla loro vita...
...seriamente non sono venuto qui per confutare l'accusa di non avere ottenuto molti risultati nella mia vita...sono venuto per accogliere l'idea di non avere ancora fatto abbastanza nella vita.
Sono venuto per affermare che il titolo di una persona, persino un titolo come "Presidente degli Stati Uniti" dice molto poco su come quella persona ha condotto la propria vita...che a prescindere da quanto ha imparato, da quanti successi ha avuto, c'è sempre altro da fare, altro da imparare e altro da aggiungere...
Obama ha poi aggiunto agli studenti che, anche a laurea ottenuta, la loro "Opera Completa" era ancora lontana e di non cullarsi nell'autocompiacimento per il luccichio dei risultati raggiunti.
Ecco in cosa consiste la costruzione di un opera completa: lavoro quotidiano, singole azioni e scelte grandi e piccole di ogni giorno per una vita intera, fino alla creazione di un lascito duraturo.
Non consiste nel compiacimento per l'ultimo risultato raggiunto, l'ultima medaglia d'oro, perchè l'unica cosa che so è che l'opera non è mai finita...è cumulativa, si approfondisce e si espande ogni giorno in cui avete dato del vostro meglio, ogni giorno in cui avete restituito qualcosa alla comunità e alla vostra nazione, contribuendo alla loro vita...
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